La Leggenda San Giorgio
La leggenda di San Giorgio ha origini antiche (a. 496) e soio tardivamente, nell'epoca delle Crociate, si abbellisce dell'episodio del drago e della Fanciulla sal-vata dal santo. La data della nascita, avvenuta in Palestina, oscilla intorno al 280 d. C. e la data della morte (303) è confermata dal risultato dell'esame scientifico delle ossa appartenenti ad un individuo poco più che ventenne. Il nome tra il IV e il V sec. si diffuse in Oriente, e successivamente nella Georgia e nell'Inghilterra, nazioni da Lui protette. Il martirio avviene sotto Daciano, imperatore dei Persiani, che talvolta è sostituito da Diocleziano, imperatore dei Romani. Giorgio di Cappadocia, ufficiale delle milizie, che distribuisce i beni ai poveri si confessa cristiano e all'invito dell'imperatore di sacrificare agli dei si rifiuta; iniziano così numerose e spettacolari scene di martirio. Viene battuto, lacerato e gettato in carcere dove ha una visione del Signore che gli predice sette anni di tormenti, tre volte la morte e tre la resurrezione.
Tagliato in due con una ruota piena di chiodi e spade Giorgio risuscita ed inizia l'era delle conversio-ni e dei miracoli fino alla morte, avvenuta per decapi-tazione. Forse nessun Santo ha riscosso tanta venera-zione popolare quanto 5. Giorgio e a testimonianza di ciò sono le innumerevoli chiese dedicate al suo nome.
In Italia il culto per S. Giorgio fu assai diffuso. A Roma Belisario (ca 527) affidò alla protezione del santo la porta di S.Sebastiano e la chiesa del Velabro, dove venne trasferito il cranio di Giorgio, trovato nel patriarchi lateranense da papa Zaccaria (744 - 752). Ricordiamo infine che il santo è stato scelto come patrono sia dai militari che dai cavalieri; è infatti rap-presentato in piedi con lo scudo o la lancia, o a caval-lo mentre trafigge il drago, per salvare la principessa.
Inoltre il nome di San Giorgio era invocato contro i serpenti velenosi, contro la peste, la lebbra e la sifilide e, nei paesi slavi, contro le streghe. Grande venerazio-ne riscosse il sepolcro del martire e le sue reliquie furono trasferite, probabilmente durante l'invasione persiana all'inizio del sec.VII o, poco dopo, all'arrivo dei mussulmani in Palestina.
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